martedì 7 aprile 2020

La pandemia ci ha trovato impreparati.

Io la penso così...
Questo nuovo virus ci trova tutti impreparati: politici, tecnici e gente comune.

Qualche politico ha detto che sì, ascolta gli esperti, poi però decide lui su cosa è meglio fare, da politico insomma.

E, dico io, dopo averci messo dentro il naso, ritorna a riascoltare gli esperti, però un po' alla volta, decreto dopo decreto, autodichiarazione dopo autodichiarazione...

Qualcuno diceva infatti  che la scienza procede per tentativi, figuriamoci la politica!

Anche i tecnici però ci mettono del loro: sanno calcolare con precisione millimetrica la traiettoria di un missile balistico, ma non hanno ancora calcolato con precisione a quanti metri arriva l'aerosol di una tossita umana (ad 1 metro ma potrebbe arrivare anche a 6)...
Certo la gittata di uno starnuto è funzione complessa di più variabili, dipende anche dalla capacità polmonare dell'individuo, dalle dimensioni dello "sputacchio" ecc...

Quando la curva del contagio sembra appiattirsi, ci viene poi detto che è obbligatorio per tutti usare le mascherine, quelle chirurgiche però, per andare al supermercato ed usare anche i guanti.

Ma perché prima, quando la curva saliva, non servivano?

Le norme sulla sicurezza del lavoro sono ferree: persino la postura e l'ambiente di lavoro sono oggetto di verifica da parte del medico aziendale. Ci sono anche le prove di evacuazione a sorpresa.

Ma quando venne dichiarato, con pubblicazione sulla G.U. il 31 gennaio, lo stato di emergenza nazionale, il virus ci ha sorpreso e abbiamo visto tutti cosa è successo...

Perché per fare rispettare le regole del distanziamento sociale ci vuole la minaccia di mega multe e la denuncia penale: e perché qualcuno non lo ha ancora capito?
Il virus non si combatte cantando sui balconi l'inno nazionale.

E gli operatori sanitari sono costretti a fare gli eroi...

L'Indipendent ha pubblicato che pure le tigri si sono prese il virus...

Vai all'articolo dell'Indipendent

La gente comune cosa fa?
Cerca anche lei di capire e italicamente pensa: "io speriamo che me la cavo."

Alberto Giacomoni

mercoledì 5 febbraio 2020

I finanziamenti energy

Ambiente ed energie rinnovabili sono temi strettamente correlati, così come i progetti green ed i finanziamenti. 

lunedì 2 settembre 2019

Grecia classica e Meteore in moto.


Diario di viaggio estate 2006.

23/06 - 24/06 Trasferimento in traghetto da Venezia a Igomenitsa.
Partiamo da Levico Terme di buon mattino con grande entusiasmo: destinazione Venezia!
Il momento della partenza per un lungo viaggio in moto ti suscita sempre una grande emozione...

Il traghetto parte a mezzogiorno di venerdì: sbarchiamo alle 12 del sabato.

24/06 Meteore km 214.
Igomenitsa ci accoglie molto calorosamente, circa 33 gradi! Ci inoltriamo quindi velocemente nell’entroterra e, attraverso una strada tortuosa e dall'asfalto irregolare, giungiamo nel tardo pomeriggio a Kalambaka.
È il punto base per le escursioni alle Meteore.
Durante il viaggio ci hanno accompagnato alcuni temporali che per fortuna ci hanno appena sfiorato...

Ci fermiamo due notti presso una elegante domotia proprio ai piedi delle Meteore.

25/06 Kalambaka - Meteore. 
Giornata dedicata alla visita degli affascinanti monasteri di origine medievale, edificati sulle sommità di rupi che si innalzano verso il cielo.



La loro origine risale a 10 milioni di anni fa per un effetto combinato di movimenti tettonici e successiva erosione degli agenti atmosferici.

Il monastero di Agiou Nicolau ci accoglie con la sua particolare atmosfera religiosa e riservata, forse perché snobbato dai numerosi pullman carichi di turisti "tutto compreso". Turisti che ritroveremo nel soprastante Moní Megalou Meteorou. Come preannuncia il suo nome trattasi del monastero più grande situato a 600 m di altezza.

Dopo un rilassante pranzo in una caratteristica taberna di Kalambaka, ci rifugiamo in stanza a causa di un breve temporale che sospettiamo essere una consuetudine del luogo. Il clima ci ricorda molto la Valsugana...

Nel tardo pomeriggio riprendiamo la visita al poco interessante monastero di Agias Varvaras Rousanou sede di un ordine di suore.

Concludiamo la giornata con il monastero di Agiou Stefanou;
nel ritorno una foto, in sella alla moto, di fronte a Moni Agias Triados dove furono girate alcune scene del film 'Agente 007 - Solo per i tuoi occhi'.


Una gustosa cena a base di greek salad e carne alla griglia, presso la taverna Koka Roka, conclude la giornata.

26/06 Kalambaka - Delfi km 228.
La calda giornata ci suggerisce di legare le giacche alle borse laterali e con i caschi jet aperti affrontiamo il trasferimento a buona andatura, visto lo scarso traffico e la strada abbastanza scorrevole (scordatevi comunque l'asfalto delle nostre strade dolomitiche).
Durante il percorso i caschi aperti ti permettono di sentire i vari odori che emana la campagna coltivata ad olivi: non rimpiangiamo l'aria condizionata delle auto...


Delfi si trova in una posizione panoramica a circa 600 m; ci sistemiamo in un alberghetto nel centro e nel pomeriggio visitiamo il sito archeologico raggiungibile a piedi dal centro città.

Nel sito si distinguono il tempio di Apollo e il teatro ben conservato.


Poco distante sorge il santuario di Atena e la sorgente Castalia che ci rifornirà di acqua fresca.

27/06 Delfi - Corinto 201 km. 
Attraverso un bel tratto di misto, poco trafficato, giungiamo a Corinto.

Nel pomeriggio visitiamo l'antica Corinto: fra le rovine si distingue il tempio di Apollo.


Nel tardo pomeriggio visitiamo il famoso canale di Corinto lungo 6 km e largo 23 m iniziato ai tempi di Nerone ma terminato solo a fine `800!


28/06 Corinto - Nauplia 72 km.
Prima di lasciare Corinto visitiamo Acro Corinto: trattasi di antiche fortificazioni, erette in differenti epoche, su un panoramico colle che sovrasta le antiche rovine.

Nauplia è una cittadina caratteristica, con tratti architettonici che si rifanno al periodo di dominazione veneziana nel '600; fu la prima capitale della Grecia.

Il pomeriggio è dedicato alla visita del grazioso centro storico e delle fortificazioni sovrastanti.
La bellezza della città ci spinge a rimanere un altro giorno che utilizzeremo per visitare i vicini siti archeologici di Micene ed Epidauro.

29/06 Micene e Epidauro 128 km. 
La mattinata é dedicata alla visita del sito dell'antica Micene.


I resti risalgono al 1600-1200 a. C. e testimoniano l'elevato livello raggiunto nelle costruzioni urbanistiche.
Poco sotto si trova la tomba di Agamennone denominata il tesoro di Atreo.


Nel primo pomeriggio ci trasferiamo nella vicina Epidauro percorrendo una piacevole strada ricca di curve.

Il teatro è senz'altro l'elemento di maggior interesse: ben conservato e tuttora utilizzato può contenere fino a 14.000 persone.


Di rito la prova dell'acustica: se vi posizionate al centro e iniziate a parlare ad un vostro amico, seduto nel punto piú distante in alto, egli potrà sentirvi distintamente senza che dobbiate alzare il tono della voce.


Alla sera una cena a Nauplia, nel tipico locale Mezedopoleio O Noulis, conclude degnamente la giornata.

30/06 Nauplia, Sparta e Kalo Nero 239 km. 
Da Nauplia raggiungiamo Sparta; delle rovine rimane ben poco e pertanto decidiamo di visitare solo il recente museo dedicato all'olio di oliva nel quale viene illustrato l'evolversi, durante i secoli, della lavorazione delle olive.

Una strada spettacolare, che ci ricorda le nostre strade alpine, ci porta, attraverso un passo alto 1400 m, sul mare a Kalo Nero ove pernottiamo.

Stanchi di rovine decidiamo di goderci una settimana di solo mare presso lo splendido villaggio Olimpia a Scafidia sita a 70 km da Kalo Nero.

Durante il soggiorno abbiamo però fatto altre due escursioni.

04/07 Scafidia - Olimpia.
Partiamo da Scafidia e in meno di 30 minuti arriviamo ad Olimpia.



E' senz'altro il sito meglio curato tra quelli visitati: dalle rovine si può chiaramente immaginare la bellezza e grandiosità delle costruzioni ad uso sia religioso (tempi di Zeus e di Era) sia sportivo (lo stadio, il ginnasio, le palestre).


A tal proposito è d'obbligo esibirsi in uno scatto sui 120 m nello stadio più famoso del mondo dal quale ogni quattro anni parte il tedoforo delle olimpiadi.




06/07 Scafidia - Zacinto. 
La voglia di visitare non ci abbandona e quindi giovedì decidiamo di andare sull'isola di Zacinto.
A Killini, 45 km da Scafidia, prendiamo il traghetto per Zacinto.

Dopo 1 ora e 15 min attracchiamo sull'isola e ci spingiamo subito all'estremo sud est, percorrendo una strada dall'asfalto abbastanza scivoloso, ove si trova la spiaggia più bella.


La spiaggia denominata Yerakas è soggetta a severe restrizioni ambientali in quanto luogo di nidificazione delle tartarughe marine 'Caretta' specie in via di estinzione.

Dopo un bagno ristoratore ci rilassiamo all'ombra di un bar in piazza Solomou a Zacinto; purtroppo il terremoto del 1953 ha cancellato le eleganti costruzioni in stile veneziano e quello che si può ammirare sono edifici recenti che solo in parte ricordano l'architettura veneta.


Il traghetto ci riporta in serata a Killini

08/07 Scafidia - Patrasso. 
In circa un'ora raggiungiamo Patrasso punto di imbarco per Venezia e salutiamo così la Grecia con una vena di malinconia ma con tanti ricordi ben impressi nella nostra memoria.

Durante la navigazione riusciamo a vedere la finale dei mondiali di calcio che vedrà il trionfo dei nostri azzurri!!!

Ragazzi che viaggio e che spettacoli on the road!

Informazioni di viaggio. 

Viabilità. 
Le strade sono in discreto stato: scordatevi comunque l’aderenza dell’asfalto delle nostre strade dolomitiche; in compenso sono poco trafficate e pertanto il viaggio risulta abbastanza scorrevole anche in assenza di autostrade.

Attenzione alla guida dei Greci particolarmente “agile”: su molte strade esiste una corsia di emergenza utilizzata in realtà per facilitare i sorpassi. Pertanto se vedete arrivare una macchina più veloce alle vostre spalle non esitate a spostarvi all’estrema destra per facilitare il sorpasso; se sarete voi ad avere fretta vi sarà prestata eguale cortesia: guai a non adeguarsi perché sarete oggetto di pericolosi “sfioramenti” che vi ricorderanno la regola…

I limiti di velocità sono rispettati come in Italia (prima della patente a punti…) ma fate comunque attenzione perché abbiamo incrociato in zona Patrasso alcune pattuglie munite di pistole radar...

Traghetti. 
Noi abbiano viaggiato con le Minoan Lines. Come sempre sono solito assistere alle operazioni di fissaggio della moto; il personale, di origine greca, si è dimostrato disponibile e collaborativo. Ricordo invece che in un precedente viaggio verso la Spagna, su una compagnia italiana, il personale italiano, alquanto scortese, stava fissando la moto utilizzando i collettori di scarico! Quindi attenzione alle operazioni di fissaggio.
Ma perché le case costruttrici di moto non prevedono sulle moto dei punti (ganci, occhielli ecc…) sui quali far passare le corde per il fissaggio a pavimento? Almeno sulle tourer?

Alloggi. 
E’ possibile trovare una sistemazione decorosa in piccoli alberghi dotati di aria condizionata; analoga sistemazione, anche a prezzi inferiori, potrete trovarla nelle camere messe a disposizione da privati denominate “domotia”.

Mangiare. 
Per i pasti vi consigliamo le “taberne”, locande caratteristiche a gestione familiare, che offrono soprattutto ottima carne alla griglia a prezzi decisamente inferiori che in Italia.

Meteo. 
Al nord aspettatevi qualche temporale improvviso, pertanto non dimenticatevi la tuta antiacqua, mentre al sud abbiamo letto sul termometro 40 °C a Nauplia (fine giugno) evitate quindi di portarvi l’equipaggiamento per Capo Nord…

Cartografia. 
All'epoca (2006) avevamo utilizzato un palmare Garmin M5 con mappe semplificate, oggi con Google Maps è praticamente impossibile perdersi...

Come supporto cartaceo, che non deve mai mancare, ci siamo appoggiati alla guida della Lonley Planet.

Moto. 
Abbiamo utilizzato una BMW RT 850: i cilindri posti in basso e all’esterno della carena, l’assenza di micidiali radiatori con elettroventole che ti sparano addosso l’aria calda, e lo scarico posto in basso ben lontano dal passeggero, ci hanno permesso di sopportare agevolmente in viaggio anche i 40 °C.

Buon Viaggio…

venerdì 23 agosto 2019

Rinnovabili, clima e politica...

Ma le energie rinnovabili le vogliamo veramente? 

15 marzo: giornata mondiale del clima.

23 agosto 2019: il Movimento 5 Stelle rilancia per il programma di governo "in Italia energie rinnovabili al 100%“.

La manifestazione del 15 marzo scorso è stata una importante sensibilizzazione verso il contenimento delle emissioni di CO2 che stanno condizionando negativamente il clima dell'intero globo...

Non basta però dedicare una giornata mondiale, a mo' di protesta, bisognerebbe attuare poi delle scelte coerenti in materia di ambiente ed energia.

Vediamo quali potrebbero essere.

Il contenimento delle emissioni si può fare in due modi:
- riducendo i consumi con il risparmio energetico;
- producendo l'energia da fonti rinnovabili.

Sul primo siamo tutti d'accordo, ma sulle rinnovabili?
Vediamo cosa succede nel settore delle energie rinnovabili.

Biometano ricavato dalle deiezioni bovine? No!
Perché alcuni affermano che il digestato (letame trasformato) ha una carica batterica nociva superiore al letame.
Il digestato, sparso nei campi, non puzza ma visto che potrebbe avere batteri nocivi, é più ecologico spandere direttamente nei campi l'odoroso letame.

Energia idroelettrica? No!
Perché il prelievo dell'acqua dai fiumi, per far girare le turbine, mette a rischio l'ecosistema fluviale.
Pesci, pescatori e canoisti ne soffrirebbero troppo.

Pale eoliche? No!
Le pale eoliche rovinano il panorama (lo ha detto anche un noto critico d'arte) e poi disturbano il volo degli uccelli.

Teleriscaldamento con impianto a biomasse legnose? No!
Perché la combustione della legna emette più pm10 (particolato) delle caldaie a metano!

Pannelli fotovoltaici?
Con molta moderazione e solo sui tetti.
Beh non proprio su tutti: non devono avere un impatto estetico negativo. Meglio se integrati a livello delle tegole, anche se così facendo prenderebbero zone d'ombra e potrebbero rendere meno. Impiegherebbero 10 anni solo per recuperare l'energia impiegata per costruirli. E poi a fine vita come verranno smaltiti?

Le rinnovabili non sembrano quindi così gradite a molti cittadini, gli stessi che poi manifestano per tutelare l'ambiente.

I sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili sono inoltre più costosi e senza contributi nessun investitore attiva tali iniziative.

Il decreto che "rinnova" gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in ballo dal 2016, è stato recentemente approvato. Da una prima analisi sembra che gli incentivi previsti non siano sufficienti per rilanciare il settore delle rinnovabili.

Ed intanto incentiviamo le auto ibride ed elettriche...
Possiamo pure incentivare l'utilizzo delle macchine elettriche, ma se poi per farle muovere utilizziamo l'energia prodotta nelle centrali termoelettriche, abbiamo solo spostato la fonte di inquinamento fuori dalle città... Un po' come nascondere le briciole sotto il tappeto...

Non basta protestare un giorno all'anno, bisogna che i politici mettano in campo soluzioni concrete e tengano conto che quando si parla di ambiente (e non solo) bisogna scegliere il male minore...

Rinnovabili al 100%? Stando così i fatti, per ora, rappresenta un traguardo utopico...

domenica 16 giugno 2019

Comunali Levico 2019: chi ha vinto e chi ha perso, veramente.

Finalmente si è conclusa una campagna elettorale lunga e purtroppo inquinata da attacchi personali che hanno fatto passare in secondo piano la discussione sui programmi: il gossip, amplificato dai media, ha avuto il sopravvento e la capacità di capire ed analizzare le varie posizioni è stata quanto meno disturbata.

Al ballottaggio ha vinto Gianni Beretta al quale vanno i complimenti quale neo sindaco.
Con l'onore delle armi ha perso Tommaso Acler per 72 voti di scarto.

Ma chi ha vinto veramente?

Il 59% degli elettori che ha ritenuto di non recarsi a votare!

Sicuramente le schermaglie scadute a beghe di paese, che non hanno fatto onore alla qualifica di città avuta da Levico nel periodo asburgico, hanno contribuito a “stufare” la gente.

Per chi ha dei figli è ben nota la dinamica: un dispettuccio tira l'altro e alla fine ognuno ribalta la colpa sull'altro: “E' stato lui ad incominciare...”. E i genitori mettono in castigo entrambi i contendenti.

Chi ha perso veramente: la politica intesa come partecipazione dei cittadini alle “cose” della città.

Ad entrambi gli sfidanti, Beretta ed Acler, spetta il difficile compito di riconquistare la fiducia di quel 59% che di fatto li ha messi entrambi in “minoranza” in termini percentuali.

Buon lavoro.

sabato 15 giugno 2019

TYSC 2019: 3° classificata la Scuola Secondaria di Primo Grado Levico Terme.

Trentino Young Scientist Challenge - edizione 2019.
Tre alunni della prima media sez. C dell'I.C. Levico Terme hanno conquistato il terzo posto!
Giada Pedrin, Thomas Iacob e Michele Giacomoni alla premiazione con le autorità. 
La sfida, che si basa sull’iniziativa di successo internazionale Young Scientist, ha l’obiettivo di avvicinare studenti e studentesse di scuola secondaria di primo grado al mondo scientifico attraverso l’approccio metodologico del learning by doing (imparare facendo).


L’esperienza, basata sul lavoro in gruppi efficaci e cooperativi, è finalizzata a sviluppare competenze cognitive attraverso la tecnologia e le scienze con l’obiettivo di stimolare creatività, pensiero critico, collaborazione e comunicazione. (cit. unitn.it)

Le scuole che hanno aderito all’edizione 2019 sono:
  • Scuola Secondaria di 1° grado "G. Bresadola"
  • Istituto comprensivo di Levico Terme
  • Scuola Secondaria di 1° grado «dell'Argentario»
  • Istituto Comprensivo Mezzolombardo-Paganella
  • Istituto Comprensivo Pergine 2
La presentazione al Muse: materiali, cartelloni e Powerpoint. 
Il progetto proposto da Giada Pedrin, Thomas Iacob e Michele Giacomoni ha  conquistato il terzo posto su oltre 300 progetti in gara.

Vi illustriamo brevemente il progetto.

Il titolo: "BARCHETTA A MOTORE" Principio di azione e reazione.

I componenti utilizzati nel progetto. 
I nostri tre alunni hanno voluto verificare, con prove sperimentali, alcune loro ipotesi in merito alla relazione che intercorre tra le dimensioni di un'elica e la velocità di avanzamento di una barca a motore.

In sintesi hanno trovato, seguendo una procedura sperimentale, che raddoppiando la superficie di un'elica, la velocità della barchetta non raddoppia tenendo lo stesso motore.

Per arrivare a queste conclusioni hanno realizzato un modellino di barchetta in polistirolo e gli hanno montato un motorino elettrico giocattolo di recupero. Hanno poi montato tre eliche di superficie differente: sono stati cronometrati, in una vasca, i tempi di percorrenza della barchetta con le tre differenti eliche.

Le tre eliche utilizzate nell'esperimento. 
Il terzo principio della dinamica dice che ad ogni azione corrisponde un'azione eguale e contraria.

Perché dunque raddoppiando l'elica non è raddoppiata la velocità?

Perché la potenza del motore è rimasta la stessa, è solo cambiata la superficie con la quale veniva trasmessa detta potenza all'acqua.

Ma perché passando dall'elica più piccola alla più grande c'è stato un certo miglioramento?
Sull'asse delle ascisse la superficie delle eliche (cm2) e sulle ordinate il tempo di percorrenza (s). 

Perché la modalità di trasmissione della potenza era migliore utilizzando una superficie di trasmissione maggiore.

L'elica migliore per quel motore e quella barchetta, guardando il grafico, è quella più grande, anche se non garantisce risultati secondo le ipotesi iniziali...

Questi tre ragazzi, alla ricerca del terzo principio della dinamica, hanno utilizzato, nel loro progetto, il metodo scientifico sperimentale.

Hanno proprio imparato facendo!

sabato 8 giugno 2019

Spettacolo di fine anno della scuola media de Gasparis

Spettacolo di fine anno della scuola media de Gasparis giovedì 6 giugno 2019: noi che negli anni '70 la musica...

Noi che negli anni '70 ci sembrava più che normale che nascessero, uno dietro l'altro, nuovi artisti come Eagles, Pink Floyd, Led Zeppelin, Rolling Stones, Dire Straits ecc...

Noi che negli anni '70 la musica la pagavamo comprandoci un 33 giri in vinile e la custodivamo poi gelosamente in ordinati scaffali.

Noi che negli anni '70 non avevamo il CLIL ma imparavamo l'inglese ascoltando il testo delle canzoni.

Noi che adesso siamo genitori, non possiamo che commuoverci nel sentire le giovani generazioni cantare alcuni di quei mitici pezzi degli anni `70 allo spettacolo di fine anno della scuola media de Gasparis presso il PalaLevico.