lunedì 20 agosto 2018

Ponte Morandi, alcune considerazioni schematiche dello stato dell'arte all'epoca e sulla scelta tecnico costruttiva: ma non facciamo di tutta l'erba un fascio.

Tipologie di ponte strallato. 
L'immane tragedia successa a seguito del crollo parziale del ponte, ha scatenato come era prevedibile, molte prese di posizione dei politici: confesso di non averle lette in quanto poco interessanti, mi sono soffermato invece su quanto esposto dai tecnici.

Vi espongo nel seguito la mia opinione sviluppata per punti.

1. La scienza delle costruzioni, negli anni '60, non aveva metodologie di calcolo quali gli elementi finiti, che permettono la verifica delle tensioni puntuali, e non erano disponibili degli elaboratori elettronici (leggi pc) e software per le verifiche strutturali approfondite ivi compresi i fenomeni della sollecitazione a fatica e sismici.

2. Sempre all'epoca non c'era una conoscenza della durata dei cementi e delle metodologie più adatte per impermeabilizzare il cemento affinché il ferro interno non venisse aggredito da agenti esterni con conseguente innesco di fenomeni di corrosione che indeboliscono la struttura portante.

3. Le ipotesi di calcolo probabilmente non prevedevano carichi e frequenze di passaggio come quelli attuali e d'altronde era difficile immaginarlo.

4. La scelta costruttiva innovativa per l'epoca, ponte a stralli (tiranti) con 4 stralli in cemento armato precompresso, risulta alquanto originale visto che usualmente gli stralli sono realizzati con più funi che lavorano a trazione senza l'utilizzo del cemento.

I punti elencati sopra ci portano alle seguenti considerazioni.

I ponti non sono tutti eguali quindi niente allarmismi.

Certo le strutture progettate negli anni '60 / '70 andrebbero monitorate partendo da quelle che adottano soluzioni costruttive non consolidate ed avveniristiche.

Sarebbe inoltre opportuno, per tali strutture, rifare i calcoli strutturali con le conoscenze attuali: questo perché più delle verifiche visive/strumentali i calcoli strutturali ci potrebbero consigliare la demolizione del manufatto anziché l'accanimento manutentivo.

Termino citando una frase di Andrea Dari pubblicata su INGENIO web:

"Tutti si concentreranno sul bla bla bla mediatico mentre nessuno ascoltava pochi mesi fa il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Genova quando affermava al Sindaco, e io ero presente, che le strutture sono come il latte, hanno una scadenza ..." 

mercoledì 15 agosto 2018

Sulla rotta dei venditori ambulanti di stampe tra '700 e '800.


Museo "Per Via" Pieve Tesino (TN).
Sulla rotta dei venditori ambulanti di stampe tra '700 e '800: quando le immagini non viaggiavano su internet ma comunque viaggiavano per l'Europa e non solo, partendo a piedi dal Tesino...

Un museo che racconta una storia poco nota: a partire dal '700, per circa 2 secoli, molti abitanti del Tesino intrapresero il commercio ambulante di stampe prodotte dai Remondini di Bassano del Grappa (VI).


Si avventuravano a piedi, di qui l'appellativo perteganti, dal Tesino verso il nord Europa: partivano ad ottobre per ritornare in primavera.


Inizialmente commercializzavano soltanto le stampe ma poi, approfittando anche dei progressi sulle tecniche di stampa, stampano a loro volta e aprono negozi nelle varie città europee.

Alcuni presero la via del mare per portare le stampe fin nelle Americhe... In questo caso rimanevano lontani da casa per più anni.

Le principali famiglie: Avanzo, Buffa, Caramelle, Daziaro, Pasqualini, Tessaro... solo per citarne alcune.

I soggetti delle stampe riguardavano figure di santi, paesaggi, viste di città e particolari rappresentazioni denominate "La scala della vita" che raffiguravano l'uomo, la donna e la famiglia nelle diverse età (gioventù maturità e vecchiaia) con disegni e frasi di commento che valgono la pena di essere lette.

Le stampe venivano trasportate nella "cassèla" (cassetta in legno); in seguito, su altri tipi di cassèla, trovavano posto piccoli oggetti che valeva la pena di essere commercializzati quali, bigiotteria, occhiali, sementi ecc...


Il museo, insediato in una casa abilmente ristrutturata e riadattata, di un ricco commerciante dell'epoca vi farà ripercorrere quel periodo fatto di viaggi avventurosi e immagini preziose destinate a durare nel tempo...

Si ringrazia per la collaborazione la prof.ssa Maria Avanzo.
Museo "Per Via" Pieve Tesino (TN)
www.museopervia.it

Foto e testo di Alberto Giacomoni
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