giovedì 4 giugno 2026

TERMICO ED ELETTRICO: CHE BELLA COPPIA!

Test Drive ed Analisi Dinamica della nuova BYD Atto 2 DM-i Boost
a cura di Alberto tester per caso



Il test drive in sintesi
 
Introduzione e obiettivo della prova 
Questa prova nasce con l’obiettivo di valutare il comportamento reale della BYD Atto 2 DM‑i Boost nell’uso quotidiano. Non si tratta di un breve test dimostrativo, ma di una verifica su una discreta percorrenza, finalizzata a comprendere l’efficienza del sistema ibrido, la coerenza dei consumi e la fruibilità complessiva del veicolo in contesti realistici. 

Inquadramento tecnico essenziale 
La Atto 2 DM‑i utilizza il sistema ibrido BYD Super DM‑i, caratterizzato da una prevalenza di funzionamento in modalità elettrica con il motore termico impiegato principalmente come generatore. La potenza complessiva di sistema è pari a 212 CV. Il modello si colloca nel segmento dei SUV compatti e, nella configurazione provata, presenta un prezzo indicativo di 30.100 euro, con dotazioni complete e garanzie estese. 

Metodo di prova 
La prova è stata condotta su 472 km complessivi, includendo tratti urbani, extraurbani, autostradali e una salita impegnativa. La gestione dello stato di carica è stata volutamente mantenuta in un intervallo realistico (60% - 50%), con una sola carica iniziale pari al 100% e 35% a fine test. 

Percorso dettagliato 
Il test ha incluso percorrenze serali sulla SS47 tra Levico e Borgo Valsugana, una cronoscalata Levico–Vetriolo con pendenze fino all’8%, e un trasferimento autostradale sull’A22 tra Trento e il lago di Garda, mantenendo velocità comprese tra 120 e 130 km/h. 

Consumi reali e costi di esercizio 
Su 472 km complessivi sono stati consumati 22,2 litri di benzina, pari a 4,70 l/100 km. L’energia elettrica netta utilizzata è stata pari a 11,7 kWh. Il costo totale della percorrenza è risultato di 44,75 euro, con un consumo medio equivalente di 4,99 l/100 km, dato pienamente coerente con le migliori rilevazioni della stampa specializzata. 

Confronto con la stampa specializzata 
I valori rilevati risultano in linea, se non leggermente migliori, rispetto a quelli pubblicati da testate come Quattroruote e Motor1, che per percorrenze analoghe indicano consumi medi compresi tra 5,0 e 5,5 l/100 km. 

Comfort e abitabilità 
La Atto 2 DM‑i offre un livello di comfort elevato, con una buona insonorizzazione e sospensioni orientate alla filtrazione delle asperità. La silenziosità di marcia, soprattutto nei tratti a prevalente utilizzo elettrico, contribuisce a una sensazione di guida rilassata. 

Comportamento dinamico 
Dal punto di vista dinamico il veicolo privilegia una taratura orientata al comfort. Il rollio è presente ma progressivo, lo sterzo è leggero e coerente con la vocazione del modello, mentre la spinta del sistema ibrido risulta sempre fluida e adeguata. 

Criticità riscontrate 
Non sono emerse criticità rilevanti nell’uso su strada. Il tema del possibile fading dell’impianto frenante non si è manifestato in condizioni reali. L’assenza di comandi fisici per il climatizzatore è compensata da un sistema di comandi vocali efficace. 

Pregi e difetti 

Pregi 
  • Consumi reali contenuti 
  • Comfort elevato e silenziosità 
  • Sistema ibrido fluido ed efficiente 
Difetti 
  • Sterzo poco comunicativo nella guida brillante, anche se selezionando la modalità sport diventa più diretto
  • Gestione di alcune funzioni solo da touchscreen anche se il sistema dispone di un efficiente sistema di comandi vocali 
Valutazione finale 
Alla luce dei dati rilevati, la BYD Atto 2 DM‑i Boost si conferma una proposta razionale, efficiente e ben calibrata per l’uso quotidiano.  

È particolarmente indicata per chi la utilizza nei tratti urbani ed extraurbani limitati a 90 km, con percorrenze che permettono di utilizzare appieno la modalità EV. 

Non delude neanche la modalità full hybrid; in autostrada sui lunghi tragitti il consumo sale, ma come contropartita non subiamo “l’ansia da ricarica”... 





domenica 1 marzo 2026

ALBERTO GIACOMONI: UN NUOVO CONSOLE PROVINCIALE PER I MAESTRI DEL LAVORO

E’ stato recentemente rinnovato il Consiglio direttivo del Consolato provinciale di Trento dei Maestri del lavoro, l’associazione dei lavoratori insigniti dal Presidente della Repubblica della stella al merito del lavoro, un’onorificenza che ogni anno premia per il Trentino fino a un massimo di dieci lavoratori per meriti di professionalità, laboriosità e condotta morale acquisiti durante almeno 25 anni di permanenza alle dipendenze di aziende.

L’elezione è avvenuta in via telematica, una modalità sperimentata per la prima volta tramite la piattaforma “Eligo” rivelatasi estremamente pratica ed efficiente nel favorire la partecipazione dei soci al voto (59% degli aventi diritto) e l’immediatezza dei risultati con tutte le garanzie di correttezza ed anonimità del voto.

Il nuovo Consiglio è composto da undici membri: Corrado Benedetti, Ornello Binelli, Alfeo Bolognani, Flavio Chizzola, Roberto Curzel, Luciano Enderle, Alberto Giacomoni, Sergio Pontalti, Maria Refatti, Nives Tisi, Isabella Tomasi. Quale revisore dei conti è stato eletto Adriano Di Paolo con supplente Claudio Natili.

Successivamente il Consiglio direttivo ha eletto quale Console per il prossimo quadriennio Alberto Giacomoni, che succede a Renzo Sevignani che ha guidato il Consolato provinciale negli ultimi sette anni e che resta comunque Console regionale dopo essere stato riconfermato in questo incarico a gennaio. Vice Console provinciale è stata eletta Nives Tisi.

Alberto Giacomoni, 64 anni, laureato in ingegneria meccanica, è stato nominato Maestro del lavoro nel 2022; attualmente lavora al Mediocredito Trentino-Alto Adige di Trento come responsabile dell’ufficio Finanza di progetto, dopo esservi arrivato nel 1997 con precedenti esperienze presso grandi aziende industriali. Opera già da tempo nel Consolato nel settore della testimonianza formativa scolastica come responsabile provinciale dell’apposito gruppo di lavoro e come docente, esperto delle energie rinnovabili.

Assemblea dei soci presso le Cantine Ferrari 28/02/2026

link: https://www.maestrilavoro.it/index/elenco_consolati/elenco_news/it-trentino-trento/28-febbraio-2026-assemblea-ordinaria-annuale.html


domenica 19 novembre 2023

Il prezzo dell'energia si può prevedere?

Energie rinnovabili senza incentivi.


Il prezzo dell'energia si può prevedere e da che cosa dipende.

Puoi trovare alcune risposte nel mio articolo al seguente link

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venerdì 21 maggio 2021

Un progetto ambizioso per la Masera


Nel maggio 2020 è stato presentato in Giunta comunale un progetto ambizioso di riqualificazione e ristrutturazione dell’ex Macera Tabacchi per conservare un pezzo della memoria storica della nostra città e allo stesso tempo farla rinascere come fucina produttiva, una fabbrica di idee e cultura a Levico e per Levico.

La proposta, presentata da un team di 12 professionisti tra architetti, ingegneri, musicisti, specialisti dell’alta formazione artistica, consulenti di comunicazione, marketing e sostenibilità, prevede la creazione, per la prima volta in Italia, di un Politecnico delle Arti Performative, cioè un’istituzione formativa di livello universitario e post-universitario per giovani artisti del palcoscenico (attori, danzatori, musicisti) nonché polo tecnologico di ricerca e innovazione per le discipline teatrali. Il progetto prevede anche una biblioteca specialistica moderna, un teatro cittadino all’avanguardia in grado di ospitare produzioni professionali e consentire alternanza scuola-lavoro agli allievi del Politecnico, e spazi di comunità per le associazioni locali e progetti sul e per il territorio.


L'obiettivo del progetto Màsera è quindi non solo quello di formare una nuova generazione di artisti a tutto tondo che sappiano inserirsi in un mercato internazionale in continua evoluzione, ma anche e soprattutto quello di produrre spettacoli che non siano più semplici “eventi” ma progetti tecnologici: produrre conoscenza e risorse che altre organizzazioni, culturali e non, siano in grado di usare in altri contesti. 


Con l’appoggio della Giunta comunale, la proposta ha avuto anche un percorso in Provincia con l’incarico ad un economista di vagliarne la sostenibilità economica. A settembre 2020 il team del progetto avrebbe dovuto ricevere un mandato (gratuito) di 6 mesi dalla PAT per assicurarsi la disponibilità di potenziali sponsor privati internazionali così da costituire un partenariato pubblico privato. Purtroppo, a quel punto, per ragioni ancora sconosciute, la Provincia non ha più dato una risposta, né positiva né negativa, fino al recente accordo con il Comune di demolire completamente la Màsera.


Ma il team del Politecnico non demorde! Stanno cercando di raccogliere la partecipazione di altri attori importanti del territorio, a partire dalla stessa Università di Trento, per proporre una soluzione che possa consentire di tenere in piedi almeno una parte dell’edificio e contemporaneamente creare a Levico un centro di ricerca ed innovazione tecnologica per le arti performative, un settore in grande crescita a livello internazionale ma in cui il nostro Paese è ancora fanalino di coda. Il Politecnico delle Arti Performative della Màsera, come istituzione leader nella formazione, ricerca e creazione, metterebbe il Trentino al centro della produzione artistica e culturale più innovativa nel panorama nazionale ed internazionale.

Le immagini inserite nel testo sono alcuni dei rendering iniziali così come proposti originariamente in Giunta. Conservano la totalità dell’edificio della Màsera a cui si accosta una struttura nuova ad ospitare un teatro professionale di 350 posti. Cercare di creare un qualcosa di nuovo ed innovativo conservando il più possibile il preesistente senza snaturarlo è stato l’elemento centrale che ha caratterizzato questo primo studio di pre-fattibilità. Sicuramente, a prescindere dalla bontà delle scelte estetiche della ristrutturazione, questo progetto va valutato per la spinta innovativa: dall’offerta formativa, che per la prima volta in Italia realizza un polo di alta formazione centrato sull’interdisciplinarietà delle arti, alla realizzazione di un Teatro del Politecnico, che sia non solo spazio dell’alternanza scuola-lavoro ma anche hub culturale per il territorio, il progetto Màsera è proiettato verso il futuro e propone un cambiamento di modelli economici, metodi formativi, gestione e sostenibilità.


lunedì 17 maggio 2021

Ruine levicensi


Terzine levicensi: si parla di ruine…


Nel bel mezzo del centro in via Dante

mi ritrovai contro a una ruina oscura,

senza tetto e molto pericolante.


E’ così quando l’uomo non cura;

non serve poi fare alcuna moina,

se sai che il cinema a lungo non dura.

 

Il cinema non è la sola ruina;

la Masera si erige minacciosa

a chi all'edificio s’avvicina.


Da molti anni si discute indarno a iosa.

Voglion demolir con il tritolo;

agir anni pria, era bella cosa.


Poi volgo il guardo verso Vetriolo;

delle antiche e già frequentate terme

lì vedo, consunto, il ricordo solo.


A tali ruine non restare inerme,

curati di lor mentre guardi e passi;

il futuro da te attende conferme!


Alberto Giacomoni

 


mercoledì 9 dicembre 2020

Lago di Levico sotto la neve


Nevica? Prendo la fat bike per farmi un bel giro lungo il lago di Levico con salita al Colle delle Benne.

Clicca sul link sottostante per vedere alcuni tratti innevati del percorso fatto.

video del giro

 

mercoledì 2 dicembre 2020

Le generazioni e i divieti

Cambiano le generazioni ma il divieto stimola sempre il desiderio, anche se con effetti opposti...

Generazione X
Noi che negli anni '70 e '80 a Trento marinavamo la scuola andando a giocare al biliardo del bar Vicenza.

Generazione Z (post Millennials) 
Noi che nel 2020 andavamo a studiare con il PC portatile al di fuori delle scuole perché era vietato entrare a scuola.

Il mitico bar Vicenza