domenica 1 marzo 2026

ALBERTO GIACOMONI: UN NUOVO CONSOLE PROVINCIALE PER I MAESTRI DEL LAVORO

E’ stato recentemente rinnovato il Consiglio direttivo del Consolato provinciale di Trento dei Maestri del lavoro, l’associazione dei lavoratori insigniti dal Presidente della Repubblica della stella al merito del lavoro, un’onorificenza che ogni anno premia per il Trentino fino a un massimo di dieci lavoratori per meriti di professionalità, laboriosità e condotta morale acquisiti durante almeno 25 anni di permanenza alle dipendenze di aziende.

L’elezione è avvenuta in via telematica, una modalità sperimentata per la prima volta tramite la piattaforma “Eligo” rivelatasi estremamente pratica ed efficiente nel favorire la partecipazione dei soci al voto (59% degli aventi diritto) e l’immediatezza dei risultati con tutte le garanzie di correttezza ed anonimità del voto.

Il nuovo Consiglio è composto da undici membri: Corrado Benedetti, Ornello Binelli, Alfeo Bolognani, Flavio Chizzola, Roberto Curzel, Luciano Enderle, Alberto Giacomoni, Sergio Pontalti, Maria Refatti, Nives Tisi, Isabella Tomasi. Quale revisore dei conti è stato eletto Adriano Di Paolo con supplente Claudio Natili.

Successivamente il Consiglio direttivo ha eletto quale Console per il prossimo quadriennio Alberto Giacomoni, che succede a Renzo Sevignani che ha guidato il Consolato provinciale negli ultimi sette anni e che resta comunque Console regionale dopo essere stato riconfermato in questo incarico a gennaio. Vice Console provinciale è stata eletta Nives Tisi.

Alberto Giacomoni, 64 anni, laureato in ingegneria meccanica, è stato nominato Maestro del lavoro nel 2022; attualmente lavora al Mediocredito Trentino-Alto Adige di Trento come responsabile dell’ufficio Finanza di progetto, dopo esservi arrivato nel 1997 con precedenti esperienze presso grandi aziende industriali. Opera già da tempo nel Consolato nel settore della testimonianza formativa scolastica come responsabile provinciale dell’apposito gruppo di lavoro e come docente, esperto delle energie rinnovabili.

Assemblea dei soci presso le Cantine Ferrari 28/02/2026

link: https://www.maestrilavoro.it/index/elenco_consolati/elenco_news/it-trentino-trento/28-febbraio-2026-assemblea-ordinaria-annuale.html


domenica 19 novembre 2023

Energie rinnovabili senza incentivi.


Il prezzo dell'energia si può prevedere e da che cosa dipende.

Puoi trovare alcune risposte nel mio articolo al seguente link

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venerdì 21 maggio 2021

Un progetto ambizioso per la Masera


Nel maggio 2020 è stato presentato in Giunta comunale un progetto ambizioso di riqualificazione e ristrutturazione dell’ex Macera Tabacchi per conservare un pezzo della memoria storica della nostra città e allo stesso tempo farla rinascere come fucina produttiva, una fabbrica di idee e cultura a Levico e per Levico.

La proposta, presentata da un team di 12 professionisti tra architetti, ingegneri, musicisti, specialisti dell’alta formazione artistica, consulenti di comunicazione, marketing e sostenibilità, prevede la creazione, per la prima volta in Italia, di un Politecnico delle Arti Performative, cioè un’istituzione formativa di livello universitario e post-universitario per giovani artisti del palcoscenico (attori, danzatori, musicisti) nonché polo tecnologico di ricerca e innovazione per le discipline teatrali. Il progetto prevede anche una biblioteca specialistica moderna, un teatro cittadino all’avanguardia in grado di ospitare produzioni professionali e consentire alternanza scuola-lavoro agli allievi del Politecnico, e spazi di comunità per le associazioni locali e progetti sul e per il territorio.


L'obiettivo del progetto Màsera è quindi non solo quello di formare una nuova generazione di artisti a tutto tondo che sappiano inserirsi in un mercato internazionale in continua evoluzione, ma anche e soprattutto quello di produrre spettacoli che non siano più semplici “eventi” ma progetti tecnologici: produrre conoscenza e risorse che altre organizzazioni, culturali e non, siano in grado di usare in altri contesti. 


Con l’appoggio della Giunta comunale, la proposta ha avuto anche un percorso in Provincia con l’incarico ad un economista di vagliarne la sostenibilità economica. A settembre 2020 il team del progetto avrebbe dovuto ricevere un mandato (gratuito) di 6 mesi dalla PAT per assicurarsi la disponibilità di potenziali sponsor privati internazionali così da costituire un partenariato pubblico privato. Purtroppo, a quel punto, per ragioni ancora sconosciute, la Provincia non ha più dato una risposta, né positiva né negativa, fino al recente accordo con il Comune di demolire completamente la Màsera.


Ma il team del Politecnico non demorde! Stanno cercando di raccogliere la partecipazione di altri attori importanti del territorio, a partire dalla stessa Università di Trento, per proporre una soluzione che possa consentire di tenere in piedi almeno una parte dell’edificio e contemporaneamente creare a Levico un centro di ricerca ed innovazione tecnologica per le arti performative, un settore in grande crescita a livello internazionale ma in cui il nostro Paese è ancora fanalino di coda. Il Politecnico delle Arti Performative della Màsera, come istituzione leader nella formazione, ricerca e creazione, metterebbe il Trentino al centro della produzione artistica e culturale più innovativa nel panorama nazionale ed internazionale.

Le immagini inserite nel testo sono alcuni dei rendering iniziali così come proposti originariamente in Giunta. Conservano la totalità dell’edificio della Màsera a cui si accosta una struttura nuova ad ospitare un teatro professionale di 350 posti. Cercare di creare un qualcosa di nuovo ed innovativo conservando il più possibile il preesistente senza snaturarlo è stato l’elemento centrale che ha caratterizzato questo primo studio di pre-fattibilità. Sicuramente, a prescindere dalla bontà delle scelte estetiche della ristrutturazione, questo progetto va valutato per la spinta innovativa: dall’offerta formativa, che per la prima volta in Italia realizza un polo di alta formazione centrato sull’interdisciplinarietà delle arti, alla realizzazione di un Teatro del Politecnico, che sia non solo spazio dell’alternanza scuola-lavoro ma anche hub culturale per il territorio, il progetto Màsera è proiettato verso il futuro e propone un cambiamento di modelli economici, metodi formativi, gestione e sostenibilità.


lunedì 17 maggio 2021

Ruine levicensi


Terzine levicensi: si parla di ruine…


Nel bel mezzo del centro in via Dante

mi ritrovai contro a una ruina oscura,

senza tetto e molto pericolante.


E’ così quando l’uomo non cura;

non serve poi fare alcuna moina,

se sai che il cinema a lungo non dura.

 

Il cinema non è la sola ruina;

la Masera si erige minacciosa

a chi all'edificio s’avvicina.


Da molti anni si discute indarno a iosa.

Voglion demolir con il tritolo;

agir anni pria, era bella cosa.


Poi volgo il guardo verso Vetriolo;

delle antiche e già frequentate terme

lì vedo, consunto, il ricordo solo.


A tali ruine non restare inerme,

curati di lor mentre guardi e passi;

il futuro da te attende conferme!


Alberto Giacomoni

 


mercoledì 9 dicembre 2020

Lago di Levico sotto la neve


Nevica? Prendo la fat bike per farmi un bel giro lungo il lago di Levico con salita al Colle delle Benne.

Clicca sul link sottostante per vedere alcuni tratti innevati del percorso fatto.

video del giro

 

mercoledì 2 dicembre 2020

Le generazioni e i divieti

Cambiano le generazioni ma il divieto stimola sempre il desiderio, anche se con effetti opposti...

Generazione X
Noi che negli anni '70 e '80 a Trento marinavamo la scuola andando a giocare al biliardo del bar Vicenza.

Generazione Z (post Millennials) 
Noi che nel 2020 andavamo a studiare con il PC portatile al di fuori delle scuole perché era vietato entrare a scuola.

Il mitico bar Vicenza

martedì 14 aprile 2020

Come si interpretano i dati sull'epidemia COVID-19?

Ci stanno riempendo di dati sull'epidemia, ma chi riesce a spiegarceli?
Quali sono i dati che ci aiutano a comprendere l'evoluzione dell'epidemia?

Premesso che i positivi rilevati sono probabilmente solo una parte di tutti i positivi, e già questa considerazione ci indica come l'analisi dei dati sia riduttiva,
non è certo il totale dei positivi rilevati il dato più importante: questo dato non potrà mai ridursi perché non tiene conto delle guarigioni e dei decessi, semmai potrà fermarsi quando non ci sarà più un nuovo contagio accertato.

Per fare meglio comprendere il concetto riepilogo i dati dei positivi nel Trentino: per ogni giorno è segnato il numero di positivi cumulato.

Potremmo allora fare un grafico che tiene conto del totale positivi rilevati e togliere il totale dei decessi e delle guarigioni.
Da notare che il 13 aprile è il primo giorno che il totale attualmente positivi è sceso...
Neanche il grafico degli attualmente positivi netti a mio avviso è significativo:
se ad esempio i positivi attuali calano principalmente per un incremento dei decessi non è certo un buon segno.

Credo che il dato da prendere in considerazione, per valutare l'andamento dell'epidemia, sia il numero giornaliero dei nuovi dichiarati positivi.
Nel link sottostante è riportato il famoso grafico che visualizza l'andamento dei nuovi casi giornalieri con due differenti ipotesi: con distanziamento sociale e senza.
La curva degli incrementi giornalieri con e senza distanziamento sociale.

Il grafico mostra come nel caso di operazioni di contenimento, la curva dei nuovi contagi giornalieri tenda ad assumere la tipica  forma di una campana "appiattita": il picco epidemico è meno forte perché si spalma su un periodo più lungo ed in questo modo si dà il tempo alle strutture sanitarie di occuparsi dei pazienti che si ammalano un po' alla volta. Ecco perché dovremo mantenere il distanziamento sociale per ancora molto tempo.

Vediamo allora di utilizzare il grafico sopra citato per analizzare i dati del Trentino.

Come vedete il grafico è ben diverso dai grafici precedenti: sia da quello del totale positivi sia da quello del totale attualmente positivi.

La curva si avvicina al tipico andamento a campana: peccato che accanto alla campana più grande si sia formata un'altra campana più piccola.
È probabilmente colpa dell'incremento del numero dei tamponi effettuati (nell'ultimo periodo sono aumentati) in quanto più tamponi faccio e più positivi trovo.

Ed il problema è proprio questo: non sappiamo quanti siano realmente i positivi, gli asintomatici (portatori sani) e quelli immuni...

Non è certo facile interpretare i dati perchè non è semplice misurarli e di conseguenza i provvedimenti governativi non potranno essere definitivi ma saranno aggiustati di volta in volta.
Abbiamo visto che dopo una campana se ne può formare un'altra e forse poi un'altra ancora...

Cosa possiamo fare? Mantenere il distanziamento sociale, osservare l'andamento del grafico dei nuovi positivi giornalieri e sperare in bene...