sabato 17 novembre 2018
Il Vangelo con commento di domenica 18 novembre 2018.
E’ una pagina di grande speranza, di grande consolazione quella che Marco ci presenta questa domenica:
anche se la comunità cristiana si vede schiacciata da enormi poteri, sappia che la sua azione, nella misura in cui è fedele al vangelo, sarà efficace, perché ogni regime basato sul potere ha già in sé il germe della distruzione.
Il Vangelo con commento nel seguito.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13, 24-32)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Il commento al Vangelo.
E’ una pagina di grande incoraggiamento per la comunità cristiana quella che Marco ci presenta in questa domenica. Vangelo di Marco, capitolo 13, versetti 24-32. Un capitolo molto difficile, tant’è vero che l’evangelista all’inizio annota E colui che legge veda di capire bene, cioè l’interprete del testo alla comunità cerchi di fare attenzione.
Vediamo cosa ci dice l’evangelista. In quei giorni, sono i giorni che seguono la distruzione del tempio di Gerusalemme, quindi dopo quella tribolazione, e qui Gesù adopera il linguaggio tipico dei profeti, che aveva compreso nella cultura del tempo. Infatti Gesù dice: “Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce”.
Sole e luna erano adorati come divinità dai popoli pagani, allora Gesù sta annunciando che, grazie alla diffusione della notizia del messaggio di Gesù, le false divinità perderanno il loro splendore. Quello che si credeva vero si dimostra che è falso, quello che veniva contrabbandato per sacro si dimostra che è impuro.
Questo grazie all’annunzio della buona notizia di Gesù. Quindi il sole si oscura, la luna non darà più la sua luce. Le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Quei poteri che proprio sulla divinità basavano la loro forza e il loro prestigio, uno dopo l’altro cominceranno a cadere. Era tipico della cultura dell’epoca per principi, re e imperatori considerarsi di condizione divina.
E nel linguaggio biblico erano chiamati “stelle”. Quindi tutti coloro che detengono un potere basato su queste divinità, che il vangelo dimostrerà false, uno dopo l’altro cadranno. E’ un annunzio bellissimo, di grande incoraggiamento, quello che Gesù sta dando. E’ l’annunzio della caduta di tutti quei poteri che si oppongono alla venuta del regno di Dio.
Tutti quei poteri che sfruttano l’uomo, tutti quei poteri che sottomettono l’uomo, specialmente se lo fanno in nome di Dio, uno dopo l’altro cadranno. Questa che Gesù annunzia è una catastrofe che non minaccia il mondo, ma minaccia il cielo, il cielo dove queste persone pretendevano risiedere, perché si consideravano di condizione divina.
Allora vedranno… ma chi è il soggetto? Gesù non dice ai discepoli “vedrete”, non sono infatti i discepoli che vedranno, ma queste stelle, queste potenze nella misura in cui cominceranno a cadere, vedranno il Figlio dell’uomo. Mentre questi falsi poteri, queste false divinità, perdono la loro luce e cominciano a cadere, emerge quella vera, il Figlio dell’uomo, cioè il trionfo dell’umano sull’inumano, l’uomo con la condizione divina.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi, le nubi sono immagine della presenza di Dio, con grande potenza. Le potenze nei cieli, cioè quelle che determinavano la vita e la morte delle persone, con l’annunzio del vangelo vengono sconvolte. Ma la potenza di Gesù – e la potenza di Gesù è una forza che comunica vita – emergerà sempre di più.
E mentre il sole si oscura e la luna non darà più la sua luce, in Gesù splende la sua gloria, si manifesta la sua divinità.
Egli manderà gli angeli, gli angeli nel vangelo di Marco sono i collaboratori di Gesù quindi sono persone fisiche, e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Cosa ci sta dicendo l’evangelista? Che la caduta dei persecutori sarà il trionfo di coloro che sono stati perseguitati. Quindi le sofferenze causate dall’oppressione vedranno la fine.
Poi Gesù sembra cambiare discorso. Dalla pianta di fico … Il fico è stato usato come immagine del tempio, tutto foglie ma senza frutti. E Gesù ne aveva annunziato al fine. Quindi sta parlando della fine del tempio di Gerusalemme. Imparate quella parabola. Quale parabola? Quella che Gesù aveva detto ai sommi sacerdoti dei vignaioli omicidi, ai quali sarebbe stata tolta la vigna.
Quindi distruzione del tempio, e la vigna, immagine del regno, che sarà data ad altri popoli. Quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi … Gesù dirà che altri hanno capito e anche loro devono capire, ma sono i discepoli che fanno resistenza a comprendere questo.
Quando vedrete accadere queste cose, si parla dell’invasione della Palestina da parte dei Romani che assedieranno Gerusalemme e distruggeranno il tempio, sappiate che … qui la traduzione dice “egli è vicino”, ma “egli” non c’è. Sappiate che è vicino alle porte. Cos’è che è vicino? Gesù l’aveva detto, il regno di Dio è vicino. Quindi il regno di Dio finalmente viene compreso che non è soltanto un’offerta per il popolo di Israele, ma è per tutta l’umanità.
E con la distruzione del tempio di Gerusalemme questo comincerà ad essere vero. E poi l’affermazione importante, solenne di Gesù: “In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga”.
Sappiamo storicamente che fu nell’anno 70 la presa di Gerusalemme, la distruzione del tempio, quindi i contemporanei di Gesù vi hanno potuto assistere. Il cielo e la terra, cioè tutto, passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Cioè tutto passerà, ma il mio messaggio, quindi il contenuto della buona notizia, non passerà. Gesù assicura la realizzazione del suo messaggio nella storia. Poi Gesù continua dicendo: “Quanto però a quel giorno”, i termine “giorno” è stato adoperato da Marco per indicare la morte di Gesù e quella dei suoi seguaci. “O a quell’ora”, è l’ora nella quale i discepoli di Gesù verranno portati di fronte ai tribunali, quindi si tratta del momento della persecuzione e della morte.
“Nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre”. Cosa vuol dire Gesù con questa espressione? Non è importante conoscere il momento, ma sapere che è nelle mani del Padre, quindi fidarsi pienamente del Padre. E’ una pagina di grande speranza, di grande consolazione, anche se la comunità cristiana si vede schiacciata da enormi poteri, sappia che la sua azione, nella misura in cui è fedele al vangelo, sarà efficace, perché ogni regime basato sul potere ha già in sé il germe della distruzione.
Ogni gigante, come scrive il profeta Daniele nel suo libro, ha i piedi d’argilla e prima o poi si autodistruggerà. E’ un invito, come dice Giovanni nel suo vangelo, a non combattere le tenebre, ma a splendere in mezzo ad esse. Quindi la comunità cristiana, nella misura in cui sarà fedele all’annunzio del vangelo permetterà la caduta delle divinità false, e su questa i regimi che si appoggiano.
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